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31 gennaio, 2007. Altro riscontro tendenziale: quando chiedi, in un modo o nell'altro, ti rispondono.

30 gennaio, 2007. Ma fossi io Copernico, che da un indizio deve far discendere che il mondo gira. Fossi Newton, che da una mela. Invece sono io, nient'altro che io: eppure ricevo tanti di quei Segni, anzi Segnature, che la mia vita sembra lo scaffale di una biblioteca. Adesso basta! E dalle vertigini che cosa dovrei arguire? Mi confondo, lo capite che mi confondo? Butto lì i Segni che mi arrivano a mucchi, li spalo via la mattina come neve, li insacchetto con l'antitarme, va sempre a finire che li presto, o li regalo, e poi non li ritrovo più. E non voglio maggiore chiarezza, no no. Voglio minore disturbo. E poi sempre: a un terzo di un racconto mi dovete rompere le scatole? Ma ci sono anche delle scadenze, santa pace, ci sono concorsi: e me li fate saltare tutti! I Segni: tutti a fine mese, come rate, come contributi. Ma con tutti i pubblicati, i di successo, i terzi o quarti libri, con tutta 'sta gente a spasso che non combina più niente, e che elemosinerebbe un Segno, e lo servirebbe caldo caldo come una pasta cresciuta di piazzetta Fuga al Vomero, ma perché proprio io?

29 gennaio, 2007. A parte che se si tratta di labirintite sono molto fortunata, perché raramente sono stata così male. A parte questo, e uno choc personale che sto superando con la lentezza di una tartaruga magica. Dicevo, a parte tutto ciò, c'è chi mette in dubbio che a me piacciano davvero i film di Shyamalan o di Niccol. Dunque. Per Niccol ho provato un odio profondo quando ho visto il Truman Show di Weir, perché voi sapete che è una vita che io scrivo reality, e il primo era un vecchissimo romanzo quasi pubblicato. Che beh, somigliava al Truman Show, ma... Poi però ho pensato: ma chissene, è una storia tutta diversa, ma sì, potrei pubblicarla anche oggi e andrebbe benissimo, anzi perfino meglio, ora che... beh, ora che esistono i reality. Già, allora non esistevano ancora. Tranquillizzata dalla mia prospettiva visionaria, ho seguitato la mia strada e ho cominciato a scrivere una storia su gente che voleva andare nello spazio ma non po... eh, cosa, cosa? Non stava mica lavorando anche Niccol a una storia di... Naaa, ho detto, figurati. Ma Niccol è proprio uscito con Gattaca. Allora ho aspettato che arrivasse il film in Italia, sono andata a vederlo con le unghie piantate nei braccioli della poltroncina, e... c'era solo un personaggio quasi simile a un personaggio che avevo io. Sì, certo, ovvio: Law, quello che si autobrucia. Ok, Niccol, che cavolo di strada stai facendo, che continuo a incrociarti? è stato il primo pensiero. Il secondo è stato: tu Ida respiri nella notte i pensieri che volano nell'aria. Ma il terzo è stato (il quarto: il terzo è stato vaff...): ferma, non somiglia poi tanto alla tua storia, impara qualcosa sui linguaggi creativi. Le idee, certo, sono nell'aria. Guarda però come le tratta il tizio, ex pubblicitaro abituato a soluzioni a) visive, b) molto nette. Analizza. Lavora. Cresci. Il suo personaggio ha un problema molto immediato, visivo, filmico, che si capisce senza bisogno di spiegazioni: è su una carrozzella. Il tuo? Il tuo ha una malattia così spaziale che difficilmente senza spiegazioni qualcuno potrebbe afferrarla. Eppure il suo problema è altrettanto visibile, ma visibile per iscritto. Così ho capito molte cose della mia scrittura, e ora questa città è abbastanza grande per tutti e due, Niccol e me. Eh eh eh. Resta che per un certo tratto è stato la mia bestia nera. Quanto a Shyamalan, mi piace senza se e senza ma, tranne The village, che ho trovato brutto, sincopato, televisivo. Ci credereste che un altro dei miei film adorati è "Old boy" di coso? E un altro è "Dolls" di Kitano? Come come, film diversissimi? Ma io mi occupo di storie. Non di cinema. E nemmeno di libri, a ben guardare.

28 gennaio, 2007. Sto per prendere a calci il computer, quindi credo che non ci sentiremo per un po'. Inutile che torni: guardati un film, nell'attesa. Per esempio, a parte Amenabar, un film di Night Shyamalan o di Andrew Niccol. I Simili. Oh sì. I Simili.

Gennaio 2007. Ci si ritrova il 7 o l'8 febbraio o marzo con qualche progresso nel romanzo e una novella sugli appartamenti che ho appena cominciato, più l'episodio di Hard, beninteso. Saluti.




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“Sette moderniste” è un romanzo. I fatti raccontati nel romanzo sono immaginari.
Anche "N-Owa" è una creazione di Ida Bozzi all'interno del romanzo Sette Moderniste.

Ogni riferimento ad avvenimenti, fatti e persone reali è puramente casuale.
Perciò, se vi riconoscete qui dentro, siete fantascienza.
Tutti i diritti riservati: Ida Bozzi.

Disegni "pseudo Rongorongo" di Ichiro (diritti dell'autore).

Sette moderniste è online dal 23 maggio 2005

Scribo quia absurdum

“Un uomo ha avuto un'esperienza. Ora cerca la storia di questa sua esperienza.
Ogni uomo si inventa prima o poi una storia, che ritiene la sua vita”
(cit. da "Il mio nome sia Gantenbein" di Max Frisch).