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23 ottobre, 2006. Ho il "plan". Dicesi "piano dell'opera". Il piano dell'opera del romanzo non web. Ora lo trascrivo su un grande cartone e lo appendo in anticamera. Lo dipingo. Il plan di un romanzo diventa, improvvisamente, un quadro.

Oltre.

La parete nord della stanza in cui lavoro è coperta da un trompe l'oeil che ho dipinto e costruito io circa otto anni fa (o sette?), con un muro spaccato oltre cui si vede una spiaggia e il mare, i quali occupano, dipinti, tutta la parete. Spiaggia di Tarifa, sud Spagna. Se avessi voglia di parlarne, vi direi che lì, piccolissima sulla spiaggia, si vede Post, e poi... Uhm.

Questo sito.

Il luogo di una fissazione. Il luogo di una voce umana, nel senso triplamente finzionale di Cocteau+virtuale. In cui i conflitti si sono combattuti spesso in pagine e con protagonisti diversi da quelli degli episodi. In cui si è fatta un'esperienza che atteneva, in parte, al grado di verità raggiungibile: i personaggi sono stati eccezionali, in questa direzione, senza mai deludermi. Un luogo in cui si è scoperto che anche le proprie parole potevano essere male interpretate. Si è ceduto alla malizia dell'oscuro. Come. Perché. Da quanto. Se prima. O dopo. Situazioni che con il romanzo non avevano attinenza. Ex mariti confusi con Snow White. Snow White travestiti da ex mariti. Perfino il litigio tra F. e C. qui analizzato tempo fa scambiato per illustrazioni del conflitto romanzesco. Problemi di vendite di case scambiati per dichiarazioni d'amore. Dichiarazioni d'amore scambiate per rimpianti. Rimpianti scambiati per odio. A volte scambio di odio. Odio nuovo, odio vecchio. A volte scambio di odio con un motore di ricerca. Una finezza di visione, nella grossolanità dell'azione, nella grossolanità degli errori possibili, infiniti, che analizzare ulteriormente in questa sede significherebbe disconoscere.

Come vedete, questo post è insensato. Vedete che non fila, non ha senso. Non ne ha più.

C'è il "plan", adesso. E il plan non è interlocutorio. Ma nemmeno... Ssst.

22 ottobre, 2006.

“Part of the afternoon had waned, but much of it was left, and what was left was of the finest and rarest quality”. “Ritratto di signora”. Henry James.

“Four or five of the Lesters were standing in the yard looking at Lov when he put his sack down and stopped in front of the house”. “La via del tabacco”. Erskine Caldwell.

Dunque.

Così io adesso dovrei fingere di unirmi ai vari critici, scrittori critici, collettivi di lettura, bla, bla, bla, e spiegarvi che questi due brani sono così diversi tra loro, il primo quasi lirico, il secondo come sassi tirati su un vetro...

Io non ci penso neanche.

Per uno che scrive, questi due brani hanno così poche differenze che sono la traduzione l'uno dell'altro. No, cosa avete capito, non presenterei la famiglia Archer con un sacco posato a terra, no, e non presenterei i Lester con un tea time sul prato inclinato nel tramonto della vita.

Appunto (fermatevi, riflettete).

Sono identici.

Un dito sul pianoforte. (cantando) Sol, sol, sol, sol.

Supponete che per un errore della natura, vi capiti di saperlo da quando siete nati.

E che sappiate anche che la vostra non è un'arte facilissima né particolarmente affascinante. Ci vorrà tempo. Non vi renderà i re della simpatia. Il vostro lavoro, per tutta la vita, sarà cercare di trovare di che mangiare fino al giorno in cui, un bel mattino, anche voi non avrete trovato la vostra nota. "Forse", come diceva Epitteto (come vedete sintetizzo). Ogni distrazione, anche prestigiosa, è per certi versi, anticipazione di morte.

Ma poi vi portano a spasso, vi dicono che non è così, che darsi da fare nel concreto, battagliare, organizzare, svegliarsi, è proprio ciò che vi serve per trovare quella nota. O per farla conoscere al mondo. E il risultato è che voi - voi, voi, nessun altro - perdete altri anni. Per farla conoscere al mondo come fanno tutti quelli che secondo voi non hanno note.

La sola cosa che dovete fare se cercate quella nota, è fottervene di tutto - oh, sì, è dura la neve, io lo so, voi siete nei velluti e ci siete sempre stati - e cercare quella cazzo di nota.

Supponete di non aver trovato nessun maestro. Mica sono obbligati. E poi forse il mio maestro è il silenzio (vorrebbe che io dicessi "in silenzio"; e stica, troppo comodo; se ti sentisse si incazzerebbe; ma tanto non mi sente, ecc. ecc.).

Ma adesso.

Sol.

21 ottobre, 2006. "Io preferisco essere vivo e amarti, che morire e essere amato da te".

20 ottobre, 2006. Oouh! Ma che è tutto 'sto andirivieni? E che è, abbiamo pubblicato i numeri del lotto? Abbiamo scritto qualcosa di proibito di cui non ci siamo accorti? Non credo, ce ne accorgiamo sempre. E allora che avete da passare e ripassare come il pendolo, cambiando server, cambiando mezzi, computer, cose, stalker, ricerche, motori, ooo-o-ouh? Calmi, buoni, non correte, che poi vi fate male da soli, a pasticciarvi la testa con troppe cose tutte insieme. Una per volta. Allora. In lettura ci sono l'episodio di Ichi, il bell'episodio di ModeRN, nel Villaggio Globale l'episodio di Machi. Poi. Sit-in pro Fausto. Fausto, ti aspettiamo. Episodio di Best: in arrivo sul primo binario (eh, certo, arriva lei, tutti giù dal treno). Letture del periodo: alcuni amici vogliono che io mi depuri da Henry James. Già fatto, sto leggendo un libro di Caldwell, se c'è un opposto più opposto di così... sì, c'è ed è la Kristof, ma non leggete l'ultimo, è così così. Oh, ecco. Ho preso in biblioteca due libri, uno non posso dirlo (romanzo no web, documenti documenti), l'altro è un testo di Moretti su "La letteratura vista da lontano", e mi faceva molto ridere il titolo. Moretti (Franco) è un'ottima lettura, e un titolo così non potevo assolutamente perderlo, di qualunque cosa parli. Pure se parla di me.

Un bacio, e calmatevi! O nell'amore o nell'odio, calmatevi. Non mi scaldo più come una volta, sapete, nemmeno a insultarmi o a calunniarmi, sono cambiate tre cose: i sentimenti, e l'età. Tre cose, ma la terza non la dico.

Sul perché mi serve Caldwell, allo stesso modo in cui mi serve James, e sul tipo di scrittura che mi occorre, sto scrivendo una breve pasticchina. Se volete, domani qui metterò il link. Anche se non volete. Sarà pedantuccia, un po' nella pancia della a come piace a me. Ciao.

20 ottobre, 2006. Sì, sì, ho visto. Ne sono contentissima, e la risposta sul treno resta la stessa. Dovrei dire "ma la risposta sul treno resta la stessa", usando l'avversativa? No. L'Identica Risposta, quella che non ti scollerai mai, nemmeno a non pensarci, perché non dipende da te. Abbiamo secoli davanti e dietro di noi. E tutto andrà bene.

19 ottobre, 2006. Secondo giorno di sit-in per sbloccare il lavoro di Fausto. L'altro giorno io e Babs siamo andate a salutare Lansdale e io, con la faccia tosta che ho quando non si tratta di me, ho detto "Mr. Lansdale, she's a young writer, tell her the secret of writing". Boh, mi è venuto in mente all'improvviso, e Babs ha fatto gli occhi grossi così, che ridere! E lui le ha chiesto qualcosa e poi 'sto segreto glielo ha detto (e Babs che tergiversava da persona beneducata, è riuscita pure a farsi sgridare in una lingua straniera: hihi). Wow! Così adesso la fanciulla mi manda messaggini tutti felici, speriamo: pare che gli stia dando retta. E funziona. Allora, Fausto, vuoi sapere anche tu o no?

A proposito! Stalker. Ti ho risposto. Nella mia mente. Se tu sai chi dei due ha perso un treno, e per colpa di chi, non hai certo bisogno di cercare di comunicarmelo, come invece hai fatto, o che te lo dica io. Se sì, vuol dire che la tua risposta è sbagliata.

Ma poi scusa: tu vuoi capire le cose o dar ragione a Snow White?

18 ottobre, 2006. Ho deciso che fino a quando Fausto non produrrà il suo nuovo pezzo, io farò un sit-in di protesta e tormenterò il lettore con infernali boiate (ulteriori). Ecco un esempio.

Quando ho scritto nel disclaimer del sito “I fatti raccontati nel romanzo sono immaginari. Ogni riferimento ad avvenimenti, fatti e persone reali è puramente casuale. Perciò, se vi riconoscete qui dentro, siete fantascienza.”, ero un po’ indecisa, perché mi erano venute in mente alcune alternative. Per esempio.

Fatti e personaggi del romanzo non sono immaginari, solo un po’ timidi.

I personaggi del romanzo sono immaginari, ma i fatti no.

Viceversa, i fatti del romanzo sono immaginari, mentre Snow White di cognome fa Rossi e lo trovate sull’elenco (che tentazione, ragazzo mio).

Se io prendessi dei personaggi reali e li ficcassi in un romanzo (fin qui è di Evelyn Waugh) sarebbe rapimento (qui è mia).

Se io prendessi dei personaggi immaginari e li portassi a spasso, invece, sarebbe teatro.

Fatti e personaggi sono reali. Ogni riferimento a fatti e persone di fantasia è puramente casuale (questa è di Queneau ed è la migliore).

Fatti e personaggi del romanzo sono immaginari. Il romanzo pure (questa è dello stalker, o meglio lo sarebbe se lo stalker fosse reale).

Fatti e personaggi del romanzo sono immaginari, e Snow White non scopa così bene (questa è della moglie dello stalker e della sua attuale amante).

I personaggi erano reali, poi c’è stata la rivoluzione, l’immaginazione è andata al potere e loro sono stati costretti ad abdicare (questa è degli anni Sessanta)

I personaggi saranno autorizzati a definirsi reali o immaginari quando l’assemblea avrà votato la mozione (questa è degli anni Settanta).

Fatti e personaggi sono reali e immaginari (questa è verissima).

Non abbiamo bisogno di prove per sapere che i personaggi di questo romanzo sono reali e non immaginari, perché abbiamo fede (questa è blasfema).

Ieri i personaggi erano immaginari, oggi sono nati e pesano 3 chili e 400 grammi, complimenti alla mamma e al papà (questa è di Best o di altra sub-mente).

“Quali nuove dall’Inghilterra?” “Principe, i fatti e i personaggi sono morti” (questa è da Shakespeare, e mi tenta).

Fatti. E i personaggi del romanzo ti sembreranno reali (questa è illegale).

Beh, si può andare avanti all’infinito, quindi contattate Fausto e ditegli di SBRIGARSI.

17 ottobre, 2006. Bestseller. Ecco, vedete, mentre sta per arrivare il nuovo episodio di Best, le distanze tra noi, me e voi, aumentano irrimediabilmente. Perché, infatti: come si può trattare un personaggio che ha distrutto l'ultima occasione d'amore e d'altro della vecchia Post, mentre giocava in modo cretino con la propria prima occasione? Le so, le vostre risposte. "Falla nera", "Scorticala", "Facci vedere chi sei", "Post è viva e lotta insieme a noi". Stupidaggini. I personaggi si amano. Tutti. Amo Best come amo la nostra Post seriosa. In più, in questo particolare romanzo i personaggi rappresentano, in primo luogo, stili della scrittura, e se avete perso di vista questo, beh, ci credo che andate cercando i nomi e i cognomi di chi siano questi Best e Post e Hard nella realtà (raddrìzzati, stalker!). Non avete capito che Ichi ama Klaz perché c'è un amore forte tra il romanzo orientale e il classico europeo? Purtroppo non ricambiato, finora. Non sapete che Dogma è imbottita di film coreani? Perciò. Perciò Best sarà sempre bellissima, come è stupenda un'assassina Salomè. L'episodio che la riguarda mi rende felice. Ne vado pazza. Anche perché l'ho scritto io, non lei. E per quattro pagine, ragazzi, sono mie le bellissime tette sulle quali sbaverete (maiali), e non sue; e sono le mie dita che faranno cose che qui è meglio non dire perché siamo fuori (fuori?) dal romanzo, che voi lo vogliate oppure no. Risvegliatevi, miei barbari lettori.

13 ottobre, 2006. Mai stata a pranzo con un texano. Domani sì: con Joe Lansdale, non ne ho parlato qui da qualche parte? (resoconto del 14 ott. Tutta baldanzosa decido che è ora di smetterla di intervistare gli scrittori stranieri con l'ingombrante presenza dell'interprete. E allora eccomi là, dopo una giornata trascorsa tra i Pubblicati Italiani (avevo con me una medicina d'emergenza contro l'agorafobia, non vi preoccupate), tra l'altro nemmeno spocchiosi come al solito (invecchio). Eccoci. Io e Joe. Enormi sorrisi. Cenno di entrambi verso il divano. Tracciamo con le mani segni che ricordano le tagliatelle (lui) e i bollettini postali per i telegrammi (io), e finalmente ci intendiamo sul fatto che possiamo sederci. Ok. Io disegno nell'aria qualcosa che secondo me è il Texas. Lui capisce, dal mio disegno aereo, che gli ho chiesto se sa nuotare. Tuttavia, non so perché, con un'altra serie di gesti mi risponde che il suo elettrocardiogramma è a posto, grazie. Allora disegno in aria gli occhi del suo Re del Popcorn, personaggio che ho adorato. Mi risponde mediante ampie bracciate qualcosa che mi sembra significhi che sua madre guardava spesso i programmi sui pinguini alla televisione.

Poi abbiamo deciso di passare all'inglese, ho scritto pagine di intervista (vere) e le cose sono migliorate al punto che per il resto della giornata, tutte le volte che passavo per la sala, o per le vie del paese in cui ci siamo incontrati, o per i corridoi, o per le scale, ecc., lui mi salutava come un vecchio amico chiedendo con un cenno se avevo raccolto i funghi. E io gli rispondevo con la manina che sì, il kilt è un costume tipico scozzese)

12 ottobre, 2006. Ecco, appunto. Cara, lui ti ama, tu lo ami, ma siete fuori? Diamine, ma allora non ditemele ste cose. Ma non ditemele. Leggetevi Klaz 2, dove parla del congresso di alieni: io sono già alla seconda sessione dei lavori, stanno intervenendo quelli della galassia M12. Un tale spasso!

12 ottobre, 2006. E se l'episodio di Ichi, nella Casa, non fosse stato capito? E se non fosse un sentimento facile, o per dirla malamente, "comune", lo smarrimento? La consapevolezza dello smarrimento? Certe mattine verso novembre, quando c'è la nebbia, e il cielo è bianco. Fa freddo, si respira fumando, è entrato dell'umido nelle scarpe. La città è gialla, per la strada non passa nessuno, e al bar dell'angolo sono fermi i soliti tipacci che mettono paura, a volte più, a volte meno, ma senza riuscire quasi mai a soverchiare la gran pena che fanno. E i ragazzi della scuola, che uscendo occhieggiano proprio a quelli, alle sigarette, alle moto, alla pacca forte sulle spalle della loro donna. E camminiamo verso la zona del Portello, macchine, un ponte sopraelevato. Io sono smarrita, ma sono presente. E' tutto quello che ho. Ichi è smarrito, ma non ha perso se stesso. Ha solo perso il rapporto con il mondo. Un rapporto che ha costruito, e che è caduto. Ma insieme sono caduti anche i pregiudizi, la lettura frontale del reale, l'impatto "o io o tu". Il merlo ti guarda, il piccione ti guarda, io ti guardo, e non so chi sei, e allora semplicemente, come si fa in novembre, te lo chiedo. Come si chiede un cerino. Ché a novembre, non so per quale motivo al mondo, gli accendini finiscono sempre.

8 ottobre, 2006. Ore 4.20. Le notti bianche. E senza nemmeno stare a Pietroburgo. Vertigine parossistica posizionale, ovvero VPP. Impossibile stare al computer, impossibile dormire, impossibile voltarsi dall'altra parte causa transito di otoliti. Vertiginica parossonale posizine. VPP. Very Popotam Person. Scusate, è il mio sito, è la mia montagna incantata, pago io, e voi siete qui solo o perché cercavate le "sedie pieghevoli marca giardino", o perché non avete il coraggio di odiarmi apertamente, o perché vi serve qualcosa. Ma io, a parte i quintali di verdure gratinate che più tardi ci si mangerà, posto che riesca a centrare il piatto con la forchetta, ma in genere ci riesco, a parte quelli, ho da offrirvi solo e periodicamente una Vertigine Parossistica Posizionale. Cura: nessuna. Palliativi: anche stare qui senza guardare il video, solo scrivendo sulla testiera e poi elidendo tutti insieme gli errori alla fine. I campi elisi.

Un vertiginoso genio.

7 ottobre, 2006. Un riassuntino dello stato dell'arte. L'episodio di Ichi è qui, nella Casa. Le foto sono sotto, nell'altro post. E tra poco arriva l'episodio di Best. Ma non subito. Non subito perché, dopo aver buttato via alcune pagine del nuovo romanzo, ho scritto dieci righe senza stare a ruminare, e sono dieci righe toste. Ho la testa completamente vuota e sono divisa tra le due location, la montagna delle Sette Moderniste e il luogo affollato del romanzo che non ha ancora nemmeno un titolo di lavorazione. Oggi mi dedico al Romanzo Sconosciuto, pago una bolletta in sollecito e vi saluto da qui. Ciao.

6 ottobre, 2006. Auguri a R. che oggi compie quarant'anni dall'alto dei suoi quasi due metri santo cielo mi ricordo ancora quando era più basso di me e ci percuotevamo a colpi di Topolino ma lui mi metteva il vinavil nei capelli e le gattepelose e faceva le conserve di mosche e...

6 ottobre, 2006. Miei cari biondini, io sono cattiva. O, può darsi che io sia cattiva. Il fatto è che stasera ti incontro una persona che mi offende apertamente, mi disprezza, disprezza la mia povertà totale e il fatto che non ho modo di nasconderla, poiché vado in giro con le scarpe da risuolare (sì, quelle) e uno spolverino che voi tutti conoscete bene. Per lavoro, tollero la persona. Poi me ne torno in quella che per ora è ancora la mia casa, ma chissà. C'è un prelibato gratin di verdure che ho cucinato spendendo euro 2 (sul serio, una delle cose migliori sul pianeta T, cari autostoppisti, viene apposta mia cugina a mangiarne un altro domenica, altri 2 euro...), c'è l'insalata e la carne che mi hanno regalato i miei, c'è un vino che mi convinco sia tokai e c'è un buon libro di Kundera con cui arrabbiarmi. Arrabbiarmi al punto che mi sono venute in mente le trame di due racconti freschi freschi giusto per contrastarlo.

E mentre me ne siedo con le scarpe sulla sedia di fronte, il tokai finto in una coppa residua dei regali di ex matrimonio, tra i piatti ora vuoti, con Kundera che dibatte e la sigaretta che fuma all'unisono con qualche grano d'incenso nella stanza, le mail degli amici cui tra poco risponderò, la Cri che chiama tardi, ecc. ecc., io non lo so perché, ma penso con un sorrisetto un sorrisetto un sorrisetto che sì, io sono proprio cattiva.

Non la provate mai questa sensazione? Non è... Non è la sensazione?




castATsettemodernistePUNTOcom

 

“Sette moderniste” è un romanzo. I fatti raccontati nel romanzo sono immaginari.
Anche "N-Owa" è una creazione di Ida Bozzi all'interno del romanzo Sette Moderniste.

Ogni riferimento ad avvenimenti, fatti e persone reali è puramente casuale.
Perciò, se vi riconoscete qui dentro, siete fantascienza.
Tutti i diritti riservati: Ida Bozzi.

Disegni "pseudo Rongorongo" di Ichiro (diritti dell'autore).

Sette moderniste è online dal 23 maggio 2005

Scribo quia absurdum

“Un uomo ha avuto un'esperienza. Ora cerca la storia di questa sua esperienza.
Ogni uomo si inventa prima o poi una storia, che ritiene la sua vita”
(cit. da "Il mio nome sia Gantenbein" di Max Frisch).