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Il Villaggio globale di Sette moderniste

romanzo "serial" di Autori Vari

 

Episodio zero: l'alba

Leone Dresigh, di Filippo Piras

Sbircio attraverso lo specchietto retrovisore. Ecco gli occhi di mio padre: due sfere azzurre capaci di far abbassare lo sguardo ad ogni essere umano tanto pazzo e sfrontato da cercare di guardarci dentro. Io ci sono riuscito solo una volta, non per merito personale ma solo per sua concessione. Ha lasciato che mi ci perdessi dentro per qualche secondo e poi ha smesso di respirare; una lontana notte di tre anni fa. Ora quegli occhi sono i miei. Sposto lo sguardo verso l'angolo destro dello specchietto: Kyla dorme spaparanzata sul sedile posteriore, ormai sono quasi davanti al negozio e lei, come ogni mattina, si sveglierà non appena fermerò l'auto e inizierà ad abbaiare rumorosamente attirando su di noi le ire della Machi: "Tu e quella tua lupaccia volete svegliare tutti i clienti?". Sbotterà per un po' e poi si richiuderà dentro quella sua locanda. Cosa avrà fatto di male quel pover'uomo di Ivano per meritarsi una figlia così rumorosa e pedante?

Parcheggio davanti al mio negozio, a pochi metri dalla Locanda. Kyla come da copione si sveglia all'improvviso, e inizia a guaire, la Machi spunta dalla finestra, inveisce per un po' mentre io fingo di placare il cane sussurrandogli all'orecchio qualcosa che potrebbe sembrare: "Buona, buona" ma in realtà è "Bau, bau": la parola magica che la fa infervorare. La Machi mi manda a fare da qualche parte e il siparietto si chiude. Esco dall'abitacolo e mi metto in piedi di fronte allo sportello: una mano appoggiata al tettuccio, l'altra batte un paio di volte sulla coscia destra e Kyla schizza fuori scavalcando il sedile anteriore per andare a sedersi dietro a me. Aspetta una carezza. Chiudo l'auto e le passo la mano fra le orecchie e sotto il collo. Ci dirigiamo verso la porta del negozio per il controllo di routine. L'apicoltura è un'attività che toglie la vita per almeno 20 ore al giorno in primavera ed estate, mentre in inverno e autunno rende completamente disoccupati. L'unica mansione che ho è quella di controllare se nel negozio è tutto in ordine, più per scrupolo che per reale necessità, e di fare il giro delle arnie, su negli appezzamenti vicino casa, per vedere che tutto quadri.

Infilo la chiave nella toppa, sto per girare quando, alle mie spalle:
 -       State aprendo?
Giro la testa. Un omino imbacuccato in tenuta da sci arancione con un'evidente scottatura agli zigomi e il segno da occhiali da sole mi interroga.
 -       No, d'inverno siamo chiusi - siamo... come se fossimo più di uno al negozio.
 -       Peccato, ho sentito parlare bene dei suoi prodotti.
 -       Niente di speciale.
L'omino sorride, poi fruga dentro una tasca, estrae un fazzoletto a quadri e si pulisce il moccio.
 -       Il freddo qui fa colare il naso, specie se non si è abituati e inoltre lei non dovrebbe parlare così del suo miele - altra passata per asciugare le narici - mia sorella è venuta l'estate scorsa e ne ha fatto scorta, è sicuro di non aver niente da vendermi?
 -       Sì, certo, ho molto da vendere... quando tornerà la bella stagione.
Accenno un saluto, attendo che Kyla entri e chiudendomi la porta alle spalle lascio fuori uno dei tanti che con l'arrivo della primavera riempiranno il mio portafoglio.

Il negozio è a posto, non c'è neanche bisogno di spazzare a terra. La luce fende la stanza passando tra le fessure delle imposte. Estraggo il mio taccuino da una tasca e appunto alcuni particolari del mio nuovo incontro; scrivo due, tre cose anche riguardo alla Machi e poi lo poso sul bancone. Mi avvicino alla parete opposta all'entrata dove, in bella vista, c'è appesa la mia laurea: Leone Dresigh, dottore in Scienze e tecnologie agrarie.

Accendo una sigaretta, spirali bluastre offuscano quel pezzo di carta tanto importante per mio padre. Che fatica prenderlo. E dire che volevo scrivere romanzi, io!

 

(pubblicato il 21 maggio 2006)

(per tornare a Veronica, per andare a Ivano)



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“Sette moderniste” è un romanzo. I fatti raccontati nel romanzo sono immaginari.
Anche "N-Owa" è una creazione di Ida Bozzi all'interno del romanzo Sette Moderniste.

Ogni riferimento ad avvenimenti, fatti e persone reali è puramente casuale.
Perciò, se vi riconoscete qui dentro, siete fantascienza.
Tutti i diritti riservati: Ida Bozzi.

Disegni "pseudo Rongorongo" di Ichiro (diritti dell'autore).

Sette moderniste è online dal 23 maggio 2005

Scribo quia absurdum

“Un uomo ha avuto un'esperienza. Ora cerca la storia di questa sua esperienza.
Ogni uomo si inventa prima o poi una storia, che ritiene la sua vita”
(cit. da "Il mio nome sia Gantenbein" di Max Frisch).